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Bomar Critique

Kei Kagami: Expression/Freedom

Forse sarebbe un errore definire Marco Bolognesi un fotografo. È vero che le sue immagini sono fotografie, eppure esse non sono in tutto e per tutto "fotografia". Vanno al di là della fotografia. Alcuni potrebbero definirle semplicemente "arte". Certo, nelle sue opere c'è molta sperimentazione. Per lui, un film potrebbe essere quello che una tela è per un pittore. Ma poco importa se si tratti davvero di arte, perché, in fin dei conti, il suo lavoro esprime la sua immaginazione, qualcosa di speciale e misterioso: insomma, qualcosa di troppo unico e originale per essere descritto.
Quando ho visto le sue opere per la prima volta, mi sono subito venute in mente due parole: ESPRESSIONE e LIBERTÀ.. Ho cercato a lungo di comprendere il suo lavoro con l'ausilio di queste due parole chiave, e mi sono accorto che esse potevano essere messe in relazione tra loro in maniera diversa, attraverso alcune preposizioni, creando a loro volta equazioni "visionarie" - come E della L, L dell'E, L sull'E, E sulla L, E nella L, L nell'E, L per l'E, E per la L (dove E sta per "Espressione" e L per "Libertà).
Ciascuna di queste relazioni tra E e L si addice bene al lavoro di Marco, e ciò rende impossibile sceglierne una che delimiti e circoscriva il suo lavoro in una sola definizione. Il suo lavoro, infatti, presenta moltissime facce e una grande forza, la forza trasmessa dall'originalità e dalla fantasia che contraddistinguono tutte le sue immagini e tutti gli aspetti del suo mondo.
Perdersi nel progetto Woodland di Marco è un piacere e una gioia: Bolognesi si concentra costantemente su volti di donna come se fossero oggetti. E ogni immagine presenta qualche elemento inaspettato (a partire dal trucco e dall'acconciatura), che le conferisce un tocco surreale ed è, al tempo stesso, in grado di dar vita a composizioni di grande fascino.
Il lavoro di Marco possiede l'energia che deriva dal fatto che egli è responsabile della nuova creazione e, al tempo stesso, ha il distacco ironico dallo spettatore che ammira e s'innamora delle donne dell'artista, troppo belle per appartenere al nostro tempo.

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